Archivi tag: sport e spettacolo

Le non imprese – Oetztaler Radmarathon – Esperienze sportive prima parte

oetztaler radmarathon, gara ciclistica, granfondo, imprese sportive, esperienze

Sono un amante del rischio. Mi piacciano le imprese sportive che mi mettono alla prova. Prove dure basate sulla resistenza in cui però un filo di follia si annoda spesso con la competizione. Alla mia età non si cerca certo la prestazione (non che sia vecchio si intende), ma se da un lato sono consapevole che non ho più il cuore di un ventenne nè la loro incoscienza, dall’altro mi piace mettermi alla prova. Mi piace prepararmi per una competizione, crearmi un obiettivo e poi saltare giù. Di solito le cose vanno bene, ma non sempre è così. Già perchè l’Oetztaler Radmarathon a me non è mai riuscita.

L’ Oetztaler Radmarathon ed è una gara ciclistica che si snoda su 238 km e quattro passi alpini per un dislivello di 5500 mt. (Unico percorso senza la possibilità di scegliere). La partenza e l’arrivo sono a Solden in Austria. E’ una granfondo diversa dalle altre e te ne accorgi subito, ancora prima di arrivare. Dall’autostrada del Brennero giri per Merano e poi prendi a nord per il Passo Rombo o Timmelsjoch, (l’ultimo dei quattro passi della gara) quindi ti inerpichi per 30km prima di arrivare al paesino austriaco. 30 km di salita in cui il meteo (ad agosto) cambia almeno quattro volte e non di rado gli atleti che riescono ad arrivarci hanno il viso solcato da lacrime di gioia. Ma andiamo per ordine.

La partenza è alle 6.45 con il classico colpo di cannone; in griglia vedi atleti veri. Ciclisti allenati e concentrati. Il ciclista della domenica qui non si azzarda. I primi 30 km sono velocissimi in leggera discesa e attraversano tutta la vallata dell’Oetz fino al paesino omonimo. Ne 2013 (la prima volta per me) dopo un’ora in griglia sotto una pioggia battente, questa discesa si è rivelata deleteria. L’abbigliamento non era adeguato (primo errore da non commettere) e il  Traum (sogno) si è infranto come un’onda sugli scogli.

Quindi, regola aurea: coprirsi bene. Al mattino presto le temperature in quella zona raramente superano i 5-6 gradi e se poi piove…
La prima difficoltà si chiama Kuhtai Pass: 18 km di salita, alcuni veramente impegnativi; nel complesso la pendenza media del Kuhtai si attesta sul 7% ma presenta alcuni tratti come detto in precedenza che arrivano al 18%. Vacche in transito sulla strada e cavalli al galoppo  non sono una rarità su questo tratto di strada. Occhio anche alle zolle fumanti. 😉

Alla sommità siamo poco sopra i 2000 mt. Poi ci aspetta una velocissima discesa, dove i più spericolati non hanno difficoltà a raggiungere e superare i 100kmh. La discesa termina a Kematen: qui conviene alleggerirsi e mangiare qualcosa. Siamo nel fondovalle è il sole comincia già a riscaldare l’aria, 15 km di falsopiano sali/scendi e entriamo a Innsbruck. Non si attraversa proprio la città ma si passa in zone limitrofe al centro. Inizia quindi la lunga e dolce ascesa che ci porterà in Italia attraverso il Brennero. 40 km di lungo falsopiano, dove bisogna trovare un bel gruppo adeguato alle proprie possibilità e possibilmente farsi “trasportare”.

Per esperienza personale consiglio di non spendere molto sul Brennero e ciò è possibile solo stando ben coperti e a ruota; le pendenze sono costantemente intorno al 2-3%, ad eccezione dei due ultimi km che sono al 10% costanti, per arrivare ai circa 1350 mt del confine di stato. Immediatamente dopo si incontra in un immenso piazzale il primo grande ristoro. Qualche minuto di relax, si mangia qualcosa , si beve e giù in discesa fino a Vipiteno. Il contachilometri segna già 140km percorsi, ne mancano meno di 100 all’arrivo ma sono i più duri. Il Passo del Giovo (Jaufenpass) è l’antipasto: 16 km di salita estremamente costanti intorno al 8-9% ci portano ai 2090 mt della sommità. La discesa è lunghissima, oltre 25 km e molto tecnica, per veri specialisti e soprattutto per cuori forti.

Al termine siamo a San Leonardo in Passiria, il contachilometri segna 180km percorsi e siamo ai piedi del Mostro: il Passo Rombo (Timmelsjoch) incombe su di noi; per molti il sogno della Oetztaler finisce su questa salita: 30km per arrivare ai 2509 metri della cima fanno si che molti concorrenti abbandonino, ormai privi di forze e volontà per proseguire. La salita si divide sostanzialmente in 4 tronconi ben definiti: i primi 6 km impegnativi costanti intorno al 6-7%. I successivi 8 duri, sempre tra l’8 e il 10%, fino al km 15 dove la strada spiana per circa 4km e dove è posizionato un ricco ristoro, che è tappa obbligata per un breve break in prospettiva dell’ultimo balzo. Al km 19 la strada cambia versante della montagna, dopo aver attraversato il fiume. Ci aspettano circa 10 km terribili, sempre oltre il 10%, contraddistinti da lunghissimi rettilinei intervallati da tornanti.

L’imbocco della galleria arriva come una liberazione; la salita praticamente finisce qui. Ancora circa 1 km e siamo in cima. Ormai solo 25km di discesa, intervallati da una odiosa contropendenza di 2km circa che ci dividono da Solden. Chi arriva qui ormai hai il cuore pieno di gioia, sa che il sogno si sta per avverare. Solden aspetta i concorrenti , dal vincitore all’ultimo, con un entusiasmo incomparabile.

La gara austriaca lascia qualcosa sulla pelle. L’Oetztaler è più di una gara contro il tempo è una corsa con se stessi. In 10/12 ore di corsa (per le persone normali) ci si lascia tutto alle spalle. La concentrazione e i paesaggi mozzafiato ti sperzonalizzano. Forse è per questo che non l’ho mai finita perchè poi non avrei avuto tutta questa voglia di tornarci. Per il momento non è in programma. Impegni di lavoro e di famiglia non me lo permettono. Ma quando comincerò la mia preparazione sarete i primi a saperlo. 😉
Stay tuned.

Ps. Qualcuno si chiederà…bene ma le altre due volte perchè non l’hai finita?? Non posso dirlo. Non ora. Lo farò quando anch’io taglierò quel traguardo con le braccia al cielo.