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Scrivere un libro

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Prima o poi l’idea di scrivere un libro balena nella testa di tutti o quasi. I motivi che fanno scattare la molla possono essere diversi e tutti ugualmente validi (leggi il mio). Per lo più però, si innesca un meccanismo del tipo… “Posso fare molto meglio di quello che ho appena letto” o anche “non posso vivere un’esistenza senza aver scritto un libro, piantato un albero e …”, o ancora, “anch’io vorrei scrivere un libro come questo” ecc. Così l’idea si insinua come un serpente a sonagli e piano piano prende corpo.

A questo punto faccio una riflessione. Nella maggior parte dei casi il primo libro (per alcuni solo un sogno per altri sara’ il primo e l’ultimo, per pochi l’inizio di una carriera da scrittori) che si decide di scrivere è legato al momento storico che si sta vivendo. Mi spiego meglio. Posso decidere di scrivere il mio primo libro quando ho inanellato venti romanzi di genere (che sono il mio forte), e allora scriverò il primo thriller o un fantastico romanzo d’amore, ma al contrario se sono nel periodo “blu” e sto attraversando una ciclica crisi mistica andrò a scrivere il mio primo manuale di autoaiuto.

La vita. Ciò che ti darà la soluzione a questo dilemma, sarà il puro e semplice caso. Per ovvi motivi escludo da queste riflessioni le operazioni commerciali che sono tutt’altra cosa e che in questo articolo non sono contemplati. A questo punto (della storia 😁) diventa una questione di coraggio. Il coraggio di iniziare. Può sembrare una banalità, ma trovare il coraggio di iniziare a scrivere un libro può essere paragonato ad un lancio con il paracadute.

Adrenalina a fiumi e poi il salto. Di solito la spinta dell’entusiasmo si spegne nel giro di qualche settimana. Il tempo di aprire il paracadute, atterrare e dire: ok, l’ho fatto. Ora basta. Sono pochi quelli che risalgono subito sull’aereo. La maggior parte delle persone terrà il sogno nel cassetto per mille motivi. “Ho la storia, ma non riesco a svilupparla”, oppure ” scrivo scrivo ma non mi piace nulla di quello che ho scritto” ed infine: “non ho il tempo”. Voilà, direbbe qualcuno. Il tempo.

La prima regola che uno scrittore deve tenere a mente è che per scrivere ci vuole molto tempo. La seconda è che scrivere (anche se in maniera ispirata) è un lavoro. Se non ci sediamo davanti al nostro computer dedicando tempo e lavoro non scriveremo mai il nostro libro. Questo sarà possibile solo se ci organizziamo. Se lavori e hai una famiglia l’organizzazione oltre a farti scrivere il tuo primo libro, ti salverà anche la vita. Sembrerà assurdo ma è meglio scrivere in tre ore organizzate che scrivere in maniera disorganizzata per l’intera giornata. Focalizzarsi su ciò che si vuole produrre e poi via, giù sui tasti come se non ci fosse un domani. Allora sì, che tre ore di lavoro saranno piene e dense di contenuti.

Niente e nessuno vi deve distrarre quando state scrivendo. La creazione non ha bisogno di distrazioni. Qualcuno starà pensando, che fine ha fatto lo stereotipo dello scrittore bello e maledetto, introverso e in ritiro sulle bianche scogliere di Dover? Non esiste. La vita delle scrittore negli ultimi venti/trent’anni è molto cambiata, non che prima fosse come l’ho descritta, però… Oggi uno scrittore deve essere molto più di uno scrittore se vuole vivere di scrittura. Un pò la storia dei nostri giorni. Bisogna essere sempre qualcosa in più di quello che una professione normalmente richiede. Ma qui usciamo fuori tema, seguiranno altri articoli al riguardo. Comunque con queste piccole e semplici regole si raggiungerà l’obiettivo nel giro di sei mesi/un anno, così come è successo a me….Più o meno. Ma anche no! 😙